mercoledì 11 giugno 2014

Voglio un'infanzia spericolata

A volte basta poco per ricordare come eravamo. Noi, trogloditi selvaggi cresciuti nei paesi, che vagavamo come zingari; che esistevano gli schiaffi se ci comportavamo male; che le feste in nostro onore erano così così. Era un'infanzia spericolata.

Ne è passato di tempo da quelle ginocchia sbucciate, da quella polvere addosso che ci abbronzava il viso, da quel sudore che accompagnava le ricerche di misteri inesistenti. Bene. Adesso per strada trovo poco di allora. I bambini sono sempre più deresponsabilizzati, controllati, segregati, tenuti mano per mano, iper allarmati per un taglietto millimetrico, piangenti, urlanti, drogati di nintendo e, perché no, coglioni.

sabato 7 giugno 2014

L'amore ai tempi del social network

C'era una volta il ciclo naturale delle cose. Conoscersi. Amarsi. [Continuare ad amarsi fino alla fine dei tempi.] Lasciarsi.

Proseguendo sulla scia del deperimento dei sentimenti con raziocinio e naturalità, dopo la rottura c'era: non vedersi più. O comunque evitare di vedersi per creare il distacco necessario.
E via daccapo, a ricominciare un ciclo naturale (come cantava pure Björk).

Adesso no.