sabato 7 giugno 2014

L'amore ai tempi del social network

C'era una volta il ciclo naturale delle cose. Conoscersi. Amarsi. [Continuare ad amarsi fino alla fine dei tempi.] Lasciarsi.

Proseguendo sulla scia del deperimento dei sentimenti con raziocinio e naturalità, dopo la rottura c'era: non vedersi più. O comunque evitare di vedersi per creare il distacco necessario.
E via daccapo, a ricominciare un ciclo naturale (come cantava pure Björk).

Adesso no.

Perché adesso ci sono facebook e whatsapp. Pure se ti impegni a non cercarlo/a né vederlo/a ogni tanto ti appaiono i suoi post e i suoi sorrisi che ti dicono "guarda come sono in forma senza te". Già. Oppure vai a visualizzare la sua bacheca e ti chiedi ossessivamente chi è quello/a con cui ha stretto amicizia.
Adesso siamo diventati tutti "SS" stalker e sofferenti. Oppure ossessionati e paranoici.

Insomma non c'è pace, anche perché poi se lo/a "rimuovi dagli amici" passi pure per la persona infantile che non sa gestire i sentimenti. Mentre invece tu sei una persona adulta e matura.
Che impegni la mente in filastrocche e conte, ti colpisci le dita, guardi il pc con le mani sugli occhi e lanci il telefono per terra riscoprendo l'aria aperta.
Siamo esseri umani nuovi, un nugolo di ansie e ossessioni, una nuova specie da osservare e studiare.
Per poi diventare nuovi evergreen del così interessante programma di  Bruno Vespa che ci farebbe su un casino di puntate del tipo PAURA E DELIRIO A COGNE 2:

"Perché l'ha fatto, mi dica?"

"Aveva visualizzato ma non aveva risposto, capisce?!?!?!?!".

Avere 15 anni adesso è na tragedia.
(Pure 28)

Ilaria Mariotti