domenica 26 ottobre 2014

Come perdere la memoria volontariamente




Memoria [me-mò-ria] s.f.


1. Facoltà della mente di fare proprie esperienze e nozioni e di richiamarle al momento opportuno (m. buona, avere poca m. , imparare a m.)

2. Idea, nozione, immagine che si conserva nella mente di cose, persone, avvenimenti SIN ricordo (m. dolorosa, mantenere viva la m. di qlcu)

3. (solo pl.) Avvenimenti del passato conservati nel ricordo della tradizione (pubblicare le proprie m.)

4. (spec. pl.) Monumento, scritto che costituisce un monumento storico del passato
SIN testimonianza (Roma conserva numerose m. dell’antica grandezza)

5. Scritto generalmente breve su argomenti eruditi o scientifici  SIN saggio (pubblicare una m. scientifica)

6. inform. Dispositivo di un computer capace di registrare e conservare i dati affidatigli (m. centrale, m. periferica)


Ecco, direi che non ci sono poi tanti dubbi sul significato lessicale della parola ‘memoria’.
Cioè insisto proprio su quello lessicale mica quello metaforico che dipende dalla sensibilità di ognuno, dal proprio bagaglio culturale, da come si approccia alle cose e bla bla bla.
Ecco, giorni fa ho sentito la necessità di avere conferme di questo tipo quando sfogliando il giornale sono incappata in un articolo dal contenuto naïf (dire sconcertante potrebbe spaventare quindi stiamo in zona neutra).

L’ARCHIVIO DI STATO rischia di CHIUDERE.
Non ci sono soldi per migliorare la struttura né per pagare il personale…bla bla…manutenzione…bla bla…tagliati i fondi alla cultura…con la cultura non si mangia…bleah.

Direi che si commenta da sé: la memoria non va più di moda. Non piace più, ha rotto e strarotto.
Ma sì eliminiamo tutti i ricordi collettivi, nazionali e storici (ma pure quelli personali tipo il tegolino col soldino di cioccolata ché mi manca tanto), insomma bruciamo tutto e folleggiamo. Let’s rock.




Questo si chiama cancellazione sistematica della memoria e nel nostro paese piace a un casino di persone che ci si impegnano con fervore.
Tutto è iniziato a partire dal secondo dopoguerra con l’amnistia Togliatti che comprendeva il condono della pena per reati comuni e politici, dal collaborazionismo coi tedeschi fino al concorso in omicidio, commessi in Italia dopo l’8 settembre 1943.
Amnistia che aveva lo scopo di giungere quanto prima alla pacificazione nazionale e di evitare che l’epurazione rallentasse la ripresa delle attività fondamentali alla ricostruzione del paese.
Hanno scelto di azzerare tutto (equiparandolo però) per ripartire, chiudere gli occhi come se non fosse mai accaduto niente. Cancellare ciò che è stato, non lasciarne traccia, non tramandarne memoria.

Requiem archivio di stato, forse diventerai un shopping mall.

Questo post si autodistruggerà entro 5 secondi.

Ilaria Mariotti