domenica 5 ottobre 2014

Incontri esplosivi.

Il problema.

Particolari incontri con un sinistro sole d'ottobre possono provocare imprevedibili esplosioni.


La storia del problema.


Ecco cos'era.

Un falò che incendiava il cielo. Pendeva verso il basso, dritto sulla mia faccia. Nessuna barriera a contrastarlo, nessun filtro.

Mi ha provocato le più svariate emozioni: imbarazzo (per il sudore); svarioni (per l'incapacità di reggere il suo sguardo); amore (perché mi rende più bella); sincerità (perché non si nasconde dietro un dito -cazzo, no-).

Tutti lo vedete così:























Io, invece, lo percepivo così. Giudicate voi:




La risoluzione del problema.

Dal sole ci si può spostare, cercare un posto nell'ombra. Oppure non lascerà scampo. Dalle esplosioni però non si può sfuggire. Una volta che ti scoppiano dentro te le devi assorbire, te le devi lavorare. E che siano dolci, e che siano amare lasceranno il loro flusso. A me il sole d'ottobre m'ha fatto un effetto strano. Mi ha messo dentro la tenerezza nostalgica dell'autunno e un po' di spensieratezza dell'estate. Ecco perché consiglio a tutti un po' di mare in questi giorni autunnali che stentano ad arrivare.

Sì, la visione illuminata di questo pomeriggio svanirà presto. Zabriskie Point, il film da cui è tratta la scena sopra, sarà però difficile smaltirlo. Son passate due settimane, ma ancora un po' mi brucia dentro.

Brucia dentro il fuoco delle rivolte studentesche; il fuoco delle ingiustizie sociali; il fuoco dell'amore puro che scoppia all'improvviso (se siamo predisposti a prenderlo); il fuoco delle scene di strade isolate e desolate; il fuoco della ribellione a una certa idea di lavoro; il fuoco di epoche che non torneranno indietro (benedetti siano gli anni settanta); il fuoco delle note dei Pink Floyd che dipingono a tratti spessi queste immagini divine.

Le conclusioni del problema.

Andate, andate pure a usufruire dei resti di raggi che vi coloreranno la prossima stagione. Soprattutto, però, quest'ultima usatela per godervi Zabriskie Point e la magistrale regia di Michelangelo Antonioni. E non ditemi che non vi provocherà un'esplosione, perché non vi crederò mai.

Buona visione! E Buon incontro.

Daniela Melis