giovedì 6 novembre 2014

Museum of Broken Relationships (Zagabria)



Olinka Vištica e Dražen Grubišić, nazionalità croata, una volta stavano insieme.
Poi hanno rotto. Avranno pianto, urlato, sorriso, bestemmiato, chissà.
Quello che si sa è che della loro storia ne hanno fatto un museo.
O meglio, della fine della loro storia.
È così che è nato il Museum of Broken Relationships, dall’idea di due artisti che hanno esibito gli oggetti della loro relazione finita.





24 Agosto 2014.
Quella mattina giravamo per la città alta di Zagabria.
L’abbiamo scoperto per caso il museo, e io, che ho problemi di malinconia, nostalgia e forse pure paranoia, non volevo poi tanto entrare perché, diciamolo, dal nome ti aspetti di trascorrere ore deprimenti.
Ma poi sono entrata (sottile, molto sottile il confine tra la curiosità e il masochismo) e ne sono uscita sorridente.

È semplicemente un’idea geniale.
La gente di tutto il mondo dona al museo un oggetto simbolo della relazione finita che viene esposto affiancato da un piccolo scritto in cui la persona racconta la storia di quell’oggetto, perché è lì.
Un museo antimemoria insomma, uno spazio che serve non per conservare e tramandare ma per lasciare andare, per raccontare e liberarsi.
Un cimitero di cose morte che una volta sono state.
Chi dona per esibizionismo, chi per sollievo terapeutico, chi per curiosità, fatto sta che ti ritrovi in mezzo a tante storie buffe, divertenti, dolorose, tristi e ne esci ricco, ubriaco di quella sensazione al limite tra ironia e grottesco.




E poi, una volta a casa, è andata a finire che ho donato anche io e zero malinconia, solo un gran sorriso e polvere in meno in stanza.

Ilaria Mariotti