mercoledì 10 dicembre 2014

Emergency Poet: Deborah, la dottoressa dell'anima



Sul fatto che i britannici siano i più bizzarri e stravaganti personaggi del globo terrestre non c'è alcun dubbio. Io, che ci ho vissuto tra quella gente lì, lo sapevo già, ma una nuova notizia ha confermato le mie certezze. Qualche tempo fa, a forza di condivisioni, arriva sotto i miei occhi un articolo su una "poetessa d'emergenza". Lo leggo, poi ne trovo un altro e un altro ancora fino ad approdare al blog "Emergency poet". Scopro che si tratta del primo e unico servizio d'emergenza di poesia mobile. Qui trovo l'indirizzo e-mail della sua ideatrice: Deborah Alma, nazionalità inglese, un mezzo di trasporto da figlia dei fiori e un capello biondo rassicurante. Non potevo non scriverle! Infatti per me, che al liceo sbavavo per Petrarca e che leggo poesie ogni volta che piango, l'idea di Deborah è eccezionale! Così, ho rispolverato il mio inglese e mi son fatta avanti, scoprendo che dietro il progetto c'è una gran bella persona. Come funziona esattamente l'Emergency Poet?

Deborah mi dice di essere nata e cresciuta a Londra Nord. L'idea dell'Emergency Poet nasce "un po' per follia, un po' come conseguenza del lavoro" che stava facendo da anni, ossia l'utilizzo della poesia con persone affette da demenza. Deborah è una tipa sensibile. Insegna scrittura creativa ai bambini e anche all'Università di Worcester e ha lavorato per anni alle scuole elementari. Quando ha visto in vendita su e-bay un'ambulanza anni Settanta si è illuminata: l'idea della poesia errante è apparsa chiara e nitida nella sua mente. Così, con camice bianco e stetoscopio, la dottoressa dell'anima viaggia per l'Inghilterra accompagnata dall'infermiera "Verso" e dal medico "Poesia" (la scelta dei nomi è puramente casuale?).



I pazienti son invitati a distendersi nel lettino rosso nel retro dell'ambulanza. Porte chiuse e rumori lasciati fuori, se sentono freddo Deborah stende loro una copertina sulle gambe. Poi la sua attenzione è tutta per il paziente e i suoi problemi. La prassi è la seguente: la dottoressa porge alcune domande per conoscere meglio la persona e i suoi gusti letterari. Con dieci minuti di conversazione, dopo aver chiesto se si desidera qualcosa di specifico (es. per un'occasione speciale), è pronta la giusta prescrizione poetica, accompagnata dal consiglio di trovare un posto tranquillo per prendere la propria medicina.

Tra i casi più importanti trattati da Deborah: la poesia per una donna con un tumore al seno; un uomo che abbisognava di versi per il giorno del suo matrimonio; una donna che cercava conforto per la morte della migliore amica avvenuta il giorno stesso. Deborah, che con i bambini ci sa fare -essendo anche madre single- trova il modo per far andare giù la pillola della poesia anche ai più piccoli, che spesso affermano di odiarla.

Quella dell'Emergency Poet è una cura semplice, ma che non tutti conoscono o sanno apprezzare. Una poesia, o in generale un libro o una canzone, possono dare molto conforto ad anime sofferenti. Infatti, dicono esattamente le cose che ci si vuole sentir dire, che arrivano dritte al cuore e allontanano ansia e paure. Deborah questo l'ha capito molto bene. E senza temere giudizi o risate dietro le spalle, non solo si è inventata un lavoro fuori dagli schemi, ma sta anche diffondendo i suoi principi e le sue idee e, soprattutto, ciò che ama di più: la poesia.

Ps: son ancora in contatto con Deborah e ogni sua novità sarà allegramente e orgogliosamente riportata sull'apposito spazio di Controvento::: Racconti di Incontri

Daniela Melis