domenica 25 gennaio 2015

Grecia: uno sguardo al passato tra crisi e speranza

Marzo 2012: due mesi in Grecia e una voglia immensa di raccontarla. Ai tempi non pensavo al blog. Cercai, dunque, dei giornali online per far sapere al mondo che accadeva a Salonicco. Trovai "Pubblico Passaggio", gestito da ragazzi giovani e dinamici, che erano interessati a saperne di più su quel Paese e le guerriglie urbane di cui si sentiva tanto parlare. Iniziò una bella collaborazione, che mi lascia oggi le mie memorie greche e il bel ricordo di chiacchierate piacevoli mascherate da interviste, tra cui questo primo scritto sulla Grecia e la crisi.

giovedì 15 gennaio 2015

Il futuro: i giovani aspettano

Era il mese di aprile del 2013 quando un caro amico mi invitò a scrivere un articolo che riguardasse le 'problematiche dei giovani'.
Dal momento che la LAGNA è il sale della vita, avevo tra le mani una miriade di possibili argomenti di cui lagnarmi e la pericolosa difficoltà di scegliere.
Intanto il dilatarsi della categoria di giovani che si sfilaccia sempre più (il che è figo, tranne quando incappi in maschi Peter Pan nonostante il bulbo grigiobianco e femmine con la gonna più corta della tua ma con le cosce avvizzite); poi, che dire?
Lavoro e disoccupazione? Depressione e alcolismo nei paesi di provincia? Sesso e procreazione?

sabato 3 gennaio 2015

Giancarlo e Brincamus: la Sardegna esporta la sua musica


Suona in un gruppo hard core ed è monocromatico: si veste sempre di nero e sembra burbero.
Suona anche da solo: è un cantautore, il suo è un CantautoratoNonSense e sembra scanzonato.
Ma ci stanno queste due anime estreme in un corpo solo? 
Sì. (forse perché non ha la folta chioma che il pogo metal impone, chissà).

giovedì 1 gennaio 2015

Odio il Capodanno, come Gramsci



Internazionale, 31 dicembre 2014: ecco che il giornale per eccellenza ci offre un bello scritto di Gramsci sul Capodanno proveniente giusto giusto dal 1916. Lui, guarda un po', la pensava proprio come noi. Un solo concetto, un solo pensiero: odio il Capodanno.

Ma se già a quei tempi Gramsci aveva una certa avversione per tale data, figuriamoci come si sentirebbe oggi. Tra consumisti, superficiali e coglioni dei selfie, vedrebbe che il non avvento del socialismo ha lasciato spazio a un idiotismo generale e a un'isteria di massa che tra Natale e Capodanno, ahimè, esplodono e si propagano. Infatti, è la notte giusta per sfoggiare il vestitino del veglione (vince chi ha più paillettes); per spendere una cifra esagerata per una cena mediocre (150€ son troppi solo quando si tratta di retribuire un lavoro onesto); per prendere per il culo lo sfigato di turno che resta a casa (perché è obbligatorio passare il Capodanno con gente di cui non ti frega un cazzo).