sabato 3 gennaio 2015

Giancarlo e Brincamus: la Sardegna esporta la sua musica


Suona in un gruppo hard core ed è monocromatico: si veste sempre di nero e sembra burbero.
Suona anche da solo: è un cantautore, il suo è un CantautoratoNonSense e sembra scanzonato.
Ma ci stanno queste due anime estreme in un corpo solo? 
Sì. (forse perché non ha la folta chioma che il pogo metal impone, chissà).


Si chiama Giancarlo Palermo, è del 1980 e viene dalla Barbagia selvaggia, il cuore della Sardegna
In quella Barbagia degli anni 90 negozi di dischi non se ne vedevano poi molti, ci si affidava al passaparola tra amici e così arrivò il grunge di Siattle, i Nirvana e poi i Pearl Jam, i Megadeth, i Sepoltura, i Pantera e tanta altra rabbia e cinismo.
E negli anni del liceo Giancarlo inizia a pensare che la sua passione può essere benissimo una professione quando a scuola si butta in un progetto: organizzare un ciclo di prove aperte per tutte le band e i musicisti dell'istituto.

E la Sardegna e la musica s'intrecciano per sempre. 

Perché anche quando Giancarlo si trasferisce a Bologna e si immerge nell'underground emiliano, continua a pensare alla musica sarda e alla musica in Sardegna e a come portarla con sè al di là del mare. 
Perché dall'isola per arrivare al continente occorre fare un bel salto, 'unu brincu' per dirlo bene.
E così Giancarlo fonda l'associazione Brincamus col suo ambizioso progetto di promuovere e diffondere le nuove correnti musicali prodotte in Sardegna


C'è stata un'esplosione di assensi: tantissimi musicisti sardi hanno raccolto l'idea e si sono affidati all'associazione che oggi conta una ben nutrita e diversificata varietà di artisti: dall'elettronica al rock alla musica tradizionale, è questo un punto di forza di Brincamus.
L'associazione offre attività di promozione e ufficio stampa; creazione di festival; booking a 360 gradi, dal centro sociale ai teatri; servizi di logistica e supporto; backline.




Giancarlo è felice: sorride, continua a vestirsi di nero, a fare metal, a fare cantautorato, a essere sardo, a vivere di musica e soprattutto a farla saltare.

Ilaria Mariotti