domenica 25 gennaio 2015

Grecia: uno sguardo al passato tra crisi e speranza

Marzo 2012: due mesi in Grecia e una voglia immensa di raccontarla. Ai tempi non pensavo al blog. Cercai, dunque, dei giornali online per far sapere al mondo che accadeva a Salonicco. Trovai "Pubblico Passaggio", gestito da ragazzi giovani e dinamici, che erano interessati a saperne di più su quel Paese e le guerriglie urbane di cui si sentiva tanto parlare. Iniziò una bella collaborazione, che mi lascia oggi le mie memorie greche e il bel ricordo di chiacchierate piacevoli mascherate da interviste, tra cui questo primo scritto sulla Grecia e la crisi.


Pensavo e penso ancora che fosse impossibile per un popolo tanto generoso e ospitale essere in una condizione economica disastrosa. Lo trovavo ingiusto. Spesso sentivo dire dai numerosi italiani residenti a Salonicco che la colpa era dei greci stessi, del loro lassismo e poca voglia di fare. Io, invece, percepivo i greci come burattini indifesi e muti, vittime di un sistema economico che ha promesso la felicità e che invece ha tolto ogni dignità all'essere umano: e questo vale per il greco come per il portoghese, lo spagnolo, il senegalese, l'algerino, il sardo e così via. Nel teatrino del profitto, infatti, c'è chi manovra gli altri per arricchirsi. E non possiamo biasimare il greco per aver creduto a una promessa di averi e gioie.

Io non critico la Grecia e la sua popolazione. Io ce l'ho contro una classe politica che ha fatto i suoi interessi dando ai greci delle caramelle che, una volta succhiate e spremute fino all'ultimo goccio, hanno lasciato l'amaro di una inevitabile recessione in bocca. No, non ce l'ho contro la Grecia e la serenità che si respira tra quei confini frastagliati. 

Tra i bellissimi vocaboli greci, riporto sempre alla mente questa: "χαλαρà". Mi è utile, specialmente quando sono stanca e stressata. Infatti, "halarà" è un termine usato per dire di star calmi, fare le cose piano piano, senza affrettarsi e correre, ché la vita è bella se si gode ogni suo momento in pace. Quindi, piuttosto che additare i greci accusandoli di pigrizia e ozio, impariamo da loro l'arte del rilassarsi. Perché, una volta giunti al termine di questo nostro breve viaggio, rimpiangeremo di aver ignorato chi ci chiedeva aiuto, di non aver dedicato abbastanza tempo al nostro spirito, a una conversazione illuminante o a una stretta di mano, per rinchiuderci nella gabbia degli orari da rispettare e piccoli impegni quotidiani.

Le elezioni anticipate di oggi, 25 gennaio 2015, potrebbero essere il punto di svolta per la Grecia. Io son dalla parte di Syriza e del suo leader Alexis Tsipras. Non perché è un partito che vuole fare la rivoluzione, ma perché vuole ridare dignità all'essere umano negoziando un debito pubblico che è cresciuto spesso approfittando del malessere dei greci; abbassando una pressione fiscale la cui insostenibilità si manifesta con i numerosi suicidi degli ultimi anni; aumentando gli investimenti pubblici per accelerare la crescita; dando case a tutti coloro che son stati costretti a vivere per strada a causa della crisi.

Oltre all'halarà, la Grecia ha da offrire ottimi prodotti sani e genuini, luoghi incantevoli dove riscoprire se stessi, gente vera che fa riaffiorare la più pura gioia di vivere, un patrimonio archeologico che non esiste in altre parti del mondo. Queste non son solo eccellenti basi da cui ripartire, ma capisaldi ai quali bisognava dare la massima importanza da sempre.

Buon voto e buona rinascita, amici greci! E a voi, buona lettura di questa cartolina da una Salonicco del 2012 (cliccare giù per leggere).

Daniela Melis