lunedì 2 febbraio 2015

Big eyes: l'arte de "Le amiche di Freya"

La famiglia Crobe-Bachmann fotografata da Gabriele Doppiu















Freya Lucia è una bambina dai capelli dorati e i grandi occhi vivaci. Curiosità scoppiettante e fervida immaginazione, a soli cinque anni è già una musa. La mamma Sara, danese, e il papà Gianni, sardo doc, si ispirano a lei per dipingere quadri che toccano il bimbo che c'è in ognuno di noi. La produzione artistica della giovane coppia nasce per caso tre anni fa: mentre Sara ultimava il disegno di una principessa con matite colorate e acquarelli atossici, a Gianni venne in mente di renderla su tela e incorniciarla. Il risultato fu sorprendente e "Le amiche di Freya" iniziarono a far parte della vita della famiglia Crobe-Bachmann, per poi farsi conoscere da un pubblico via via più ampio.


Galana e Gudrun: l'unione della cultura sarda e quella danese. L'immagine trova ispirazione nel tema dell'amicizia e dell'unione.

I dipinti son un chiaro omaggio all'infanzia e alla sua innocenza: la posa frontale tipica degli abbozzi dei bambini, lo sguardo pulito e dolce, la visione bidimensionale della fanciullezza e, soprattutto, gli occhi grandi, come quelli che Sara disegnava da piccola.

La collezione più recente è dedicata alla Sardegna, la terra che Sara e Gianni, conosciutisi a Firenze, hanno scelto come "casa". È qui che Freya cresce tra i mirti, i lentischi, i corbezzoli; che si dondola in un'altalena annodata nei rami degli olivastri; che ammira dalla terrazza la campagna che precede l'ampio golfo di Olbia e il mare.

Gli artisti son particolarmente affascinati da tessuti, colori e ricami degli abiti sardi. Tanta è l'ammirazione per Antonio Marras e Paolo Modolo, ma l'interesse per la cultura sarda non si limita alla moda. La ricerca è tout court: passa per le cartoline d'epoca, le piastrelle di Bakisfigus, i libri e i convegni che aiutano a scoprire le meraviglie artistiche dell'isola.

La donna sarda ha oggi un ruolo predominante nelle creazioni dei coniugi. Vista con gli occhi dei bambini e con indosso il vestito tipico, ogni amica di Freya, proveniente da un paese diverso, ha un volto. L'ambientazione ideale per i curiosi protagonisti che popolano l'immaginario del trio familiare, gli stessi dei "contos de foghile" (racconti del caminetto), è quello delle "Cortes Apertas".

La "jana" Kiria - Collezione Turchi

Nel nuovo film di Tim Burton, "Big Eyes", la protagonista raffigura bambini dagli occhi grandi e suo marito spaccia le opere di lei per proprie. Nel caso di Sara e Gianni, invece, la collaborazione artistica è essenziale. Sara, laureata all'Accademia delle Belle Arti di Firenze, dipinge le dame in costume sardo e Gianni da le giuste indicazioni; anche lui prende in mano il pennello per disegnare foglie, piante e frutti - che conosce bene grazie alla sua laurea in progettazione e architettura del paesaggio -, arricchendo i dipinti di lei. E poi la bandiera sarda, con le iniziali di entrambi, suggella ogni lavoro.

Alle spalle dei soggetti, facciata di "Sa Itria" dipinta da Nivola

Le Amiche di Freya non è solo arte: è magia, è sogno, è la semplicità giocosa dei più piccoli catturata su una tela. Costantino Nivola insegna: la coppia crede che l'infanzia sia una stagione dell'uomo meritevole d'essere vissuta appieno. Già, ma non si tratta solo di questo. L'incanto de Le amiche di Freya consiste proprio nel saper fornire ad adulti, stanchi e aridi, il giusto apporto di fantasia per tornare bambini in qualunque momento della vita. 



Ps: Sara e Gianni realizzano anche ritratti in stile "Freya" per i clienti più spiritosi. Perché non approfittarne e trasformarsi in piccoli Peter Pan dagli occhi grandi? Info qui.

Daniela Melis