martedì 21 aprile 2015

L'insostenibile boria dell'essere


Sappiamo bene che i mali che affliggono la società contemporanea sono tantissimi: gli hipster, la dipendenza da smartphone, i pantaloni col risvolto, il botox, la vita d'ufficio, i prodotti finti bio, le scarpe alla moda che paiono scarpe correttive, eccetera.
Ma uno in particolare è il più subdolo e il più pericoloso di tutti. 
Esso rifugge pure la definizione univoca e va declinandosi in varie attitudini: boria, eccessiva autostima, non consapevolezza dei propri limiti, non consapevolezza del contesto, presunzione, cecità nei confronti dell'altro con cui si interagisce e altro ancora.
Io per comodità, questo problema che individuo spesso, lo etichetto come 'la gente si prende troppo sul serio'

A partire dal fatto che 'la gente si prende troppo sul serio' si scatenano reazioni a catena i cui effetti qualcuno dovrebbe studiare per elaborare una teoria e dare fondamento scientifico a sta zavorra.
Gli approcci cui guardare poi, sono molteplici: storico, sociologico e perfino antropologico.
Se il primo passo per elaborare una teoria scientifica è il raccoglimento di dati, procediamo pure con la fase empirica.


Teoria "la gente si prende troppo sul serio": fase empirica.

Una delle prime volte che ho individuato 'la gente si prende troppo sul serio' ero all'asilo: alla fine della ricreazione trascorsa nel giardinetto, la suora ci fece rientrare rigorosamente in fila per due e quando si accorse di una cartaccia per terra fermò platealmente la fila e obbligò un bimbetto a caso a raccoglierla accusandolo pure di averla gettata (nonostante il bimbo propugnasse la sua innocenza e il suo alto senso civico).
Aveva sbraitato e s'era inferocita sul poveretto di turno.
Ecco, la suora si credeva troppo super suora, cioè mandata da Dio per evangelizzare il mondo terrestre ed esercitava il suo potere temporale spadroneggiando su bimbetti spauriti.

"Ho la tua diagnosi: sei un coglione"













































Teoria "la gente si prende troppo sul serio": il potere (ma anche no).

Lí ho capito che 'la gente si prende troppo sul serio' va anche a braccetto con un certo ruolo di potere che esercita e di cui è rivestita.
E in questi casi anche il sadismo gioca la sua parte.

Ma 'la gente si prende troppo sul serio' a volte, anzi molto più spesso, funziona anche al contrario: nonostante non sia in alcuna posizione di potere, crede di averlo, e il risultato è davvero irritante. E questa schiera di gente va evitata alla grande perché pure il più stoico degli stoici, il più caritatevole dei pazienti, il più umile degli umili, il più curioso degli osservatori, a un certo punto ne ha palle piene e sbrocca.

Teoria "la gente si prende troppo sul serio": incontri.

La mia expertise sulla 'gente si prende troppo sul serio' è stata forgiata dall'incontro ravvicinato con: 
  • quello tronfio super tronfio che crede di essere Renzo Piano e passa il tempo a farti vedere le foto delle sue vacanze normali in posti normali che non hanno nulla di sconvolgente; 
  • quella che pensa che solo lei al mondo è laureata e mette bocca su tutto e decanta la superiorità regionale di una regione che, come tante, c'ha mille disagi; 
  • quello che si crede il super project manager, super business man di sta super multinazionale quando in realtà è, come noi tutti e dignitosamente, un ordinario e normale impiegato.

Ecco, a lavoro me ne sono capitati accanto un bel po' e se prima mi interrogavo con viva curiosità sul perché di tanta boria non giustificata, ora a 29 anni mi sono stufata.

Dobbiamo tradurla? :)

Teoria "la gente si prende troppo sul serio": compromessi.

Dunque, con chi posso permettermi di far capire che magari bisogna riflettere meglio sul contesto in cui ci si trova, dò sfogo alla mia acidità, con chi non posso me lo piglio nel... ma adotto la tattica del "ti dò potere perché ho capito che lo vuoi" così lavoriamo in santa pace e non ci stressiamo l'esistenza (il mio compromesso alla tristemente veritiera osservazione della mia dolce mammina che "l'ipocrisia è una necessità sociale").
Chè poi l'aveva detto così bene Lucio Dalla: "Ma l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale" taratarà taratarà.



I.M.