giovedì 25 giugno 2015

Io non sono razzista, ma..


La trappola: io non sono razzista, ma...


Se l'avete finita a leggere quest'articolo, è perché il titolo vi ha ingannato. La trappola può aver agito in due modi diversi:

  1. credete che chi ha scritto il testo sia razzista, un cane, un bastardo della peggior specie e volete proprio vedere che cosa si cela dietro quel piccolo, rivelatore, ipocrita "ma";
  2. siete razzisti nel profondo dell'anima, ma vi hanno insegnato a essere moralmente corretti e, quindi, a nascondere tali sentimenti; avete dunque cliccato perché cercate un aiuto a esprimere il vostro punto di vista razzista senza essere definiti razzisti e quel piccolo, simpatico "ma" fa proprio al caso vostro.
La trappola del "io non sono razzista, ma.." ha agito su entrambe le tipologie di persone descritte sopra perché:

  1. la sottoscritta non è razzista, ma è una paraculetta. Mi diverto così tanto a leggere la frase "io non sono razzista, ma" seguita da una serie di giustificazioni che non starebbero in piedi nemmeno se fatte di cemento armato che ho voluto farne il titolo di un mio post.
  2. siete affetti da razzismo, cercavate qualcuno che la pensasse come o meglio di voi per pulirvi prima del rito domenicale e quel "ma" faceva al caso vostro.
Beh, i secondi son cascati male. Vediamo se i primi, invece, saranno d'accordo con me (vi vorrei un po' partecipativi).

martedì 9 giugno 2015

Il fascino del chioschetto

Da che mondo è mondo, se vuoi valutare la qualità mangereccia di un posto, la presenza dei camionisti è un ottimo metro di giudizio. Perché il camionista, uomo di mondo appunto, è una buona panza-forchetta che sa apprezzare la cucina più ruspante, casereccia e a buon prezzo.
E in Spagna per stabilire il posto che fa i migliori bocadillo de calamares basta contare le cartacce per terra: più cartacce ci sono, più gente ha apprezzato.
Altro che tripadvisor, basta pedinare i camion e guardare per terra.

Dunque oltre a progettare una guida locale andando a pranzo con i camionisti per un po', oggi rifletto sul fatto che le bettole più squallide sono sempre le vincenti. E per fortuna anche a Milano questi posti prolificano con gioia. Non so se stia andando di moda il popolare, basta che non diventi posticcio che non c'è niente di peggio del popular chic, e anche del cafon chic d'altronde.
Io che mi sono trasferita da poco in zona Brenta ho scoperto il chiosco "Pandy e Mucca" in piazzale Libia.

Il chiosco Pandy e Mucca_Milano (Fonte foto: pagina FB)

A parte il fatto che continuo a chiamarlo Mucca e Pollo per il cartone animato, c'è tutto quello che serve per passare la serata perfetta: tavolini di plastica con sedie di plastica senza pretese, birre da 66cl, panini super sfiziosi buonissimi e a prezzi ragionevoli, gente rilassata che sorride, personale rilassato che sorride, fiori, alberi, un piccolo parchetto con altalene per i bimbi e una Milano diversa che si fa amare di più e che, se hai culo, ti regala anche un rosseggiante tramonto.
Il pezzo forte è la carne di cavallo, e in clima di ansia Expo c'è pure un nuovo menu fantasioso.