lunedì 7 settembre 2015

Controvento in ferie in Sardegna

In Sardegna c'ero già stata 3 volte, ma sempre e solo a Cagliari (e un pomeriggio a Barumini). E la mia amica, che è della Barbagia, mi dice sempre che la Barbagia è il cuore della Sardegna, quindi che la Barbagia è la Sardegna selvaggia e vera. 
Quindi forse della Sardegna non ho mai visto una cippa.

Ma stavolta ho visto l'Ogliastra, e mi sembrava di stare ai Caraibi. E infatti ho mandato una foto a mio padre con scritto 'a me mi pare di stare ai Caraibi' e lui mi ha risposto 'l'Italia è sempre l'Italia'.
Ho girato un sacco di spiagge e di cale e sono stata travolta da un'insolito destino nell'azzurro mare d'agosto. E la cosa più bella delle spiagge è che l'acqua rimane sempre fresca e poi si vedono le montagne e non capisci se è solo costa oppure un assaggio dell'interno che deve essere enorme. 
E infatti sulla strada per Orosei ho incrociato i paesini e gli odori dell'interno... vivere su un'isola dev'essere strano però io non me ne sono accorta di essere su un'isola. 
Quando stavo a Ischia sì che me n'ero accorta invece. (I napolicchi arrivano anche qui e fanno i loro soliti show come destare nervosismo in una sagra dove si mangiano seadas e culurgiones pretendendo di cucinare volgarissime patate fritte con una sola padella per sfamare tipo 100 persone).




Foto che ho mandato a mio padre
Ma l'assaggio della Sardegna vera e non solo costiera l'ho avuto a Baunei quando ho visto i mammuthones e mi sono cagata sotto dalla paura. (Chè poi la mia amica sarda e il mio amico sardo mi hanno detto che ho visto i boes e merdules ma sul cartellone c'era scritto mammuthones quindi il mio terrore ha quel nome).
Dei maschi enormi e forzuti erano travestiti da animali con costumi pelosi: alcuni avevano campanacci legati in vita e alla schiena ed erano legati con una corda ad un compagno, uno solo aveva un costume diverso da maiale o cinghiale e uno solo era tutto vestito di nero con la spola e filo in mano che simboleggiava la morte. Avevano tutti delle maschere diverse sul viso, alcune tutte nere, altre dipinte con le corna. Beh questi uomini/animali si muovevano con ritmo cadenzato e ipnotico in una danza tutta loro che era una sorta di lotta tra l'uomo e l'animale ma forse soprattutto tra l'uomo e la sua animalità. Era davvero un rito molto primitivo, pre romano, meravigliosamente pagano e legato alla madre terra. 

Mammuthones all'attacco 
E in questa lotta ti sentivi trascinato anche tu e spaventato da quanta bestialità e istinto animale c'è in te. Poi quando l'uomo maiale o cinghiale mi ha fissato per 6 secondi abbondanti ho avuto il terrore che mi volesse mangiare/uccidere al che ho sperato in un baccanale (almeno t'indora la pillola).
Insomma un viaggio nel tempo e nella nostra parte non civilizzata, la nostra parte ferina che segue solo il principio di natura. Bellissimo.

Quindi forse stavolta sì che ho colto l'animo della Sardegna
Ma mi manca sempre la Barbagia, eja.

Ilaria Mariotti