martedì 21 giugno 2016

C'era una volta Mtv (e la nostra adolescenza)




Quando avevo dodici anni c'erano poche certezze nella mia vita: che le mamme avevano quasi smesso di farsi la permanente, che il Nesquik era buono anche a cucchiaiate senza bisogno del latte e che il canale 8 della tele voleva dire solo una cosa, Mtv. Cioè un susseguirsi di musica, musica, musica sotto quel logo che cambiava spesso colori e disegni ma che era sempre fighissimo.




Sì, molto prima di prendere quella oscena, lacrimogena e voyeuristica deriva trash (tra Geordie Shore, sedicenni incinte e sedicenni che facevano compleanni da star), Mtv era figo e faceva da colonna sonora a tutte le mie giornate - in diversi momenti del giorno ma sempre in cucina.
E quando mio padre si lamentava che voleva sapere cosa succedeva nel mondo e cercava di mettere su un tg io gli rispondevo che dovevo imparare l'inglese (e intanto imparavo anche che gente come Brandon Boyd nella vita vera non esiste, a meno che tu non vivi in California).

Music television that you controoool - jingle anni 90 con cui davo prova di imparare l'inglese -



Mtv voleva dire tante cose, video a profusione e tantissimi programmi: c'erano i vj, e sognavi di diventare vj soprattutto quando c'era Mtv on the beach per farti le vacanze spesate nelle spiagge più cool d'Italia, come facevano Daniele Bossari (a proposito, dov'è finito?) e Marco Maccarini (con i dread e poi senza), anche se i più forse ricordano Valeria Bilello in bikini...
C'erano le interviste, soprattutto quelle a ruota libera di Andrea Pezzi in Kitchen, e in quella cucina ci passava chiunque, da Cristina Aguilera giovanissima che tentava di cucinare i brownies, a Fiorello, roba che Benedetta Parodi se la sogna…
C'erano le fantastiche storie di sesso e sentimenti su Loveline con Camila Raznovich e la gente chiamava da casa per chiarire i propri dubbi, anche se il cartone animato Pene e Vagina i dubbi, di certo, li fugava davvero tutti...
C'erano gli eventi live a Supersonic che avevano la faccia (e le orecchie a sventola) di Enrico Silvestrin con quella voce cavernosa e quel look da bad boy che sembrava uscito da un fumetto di Andrea Pazienza…
C'era Mtv Brand New a tarda notte per i più raffinati e per i generi musicali più innovativi: indie, elettronica, ambient, dub, shoegazer, big beat...

E poi crescendo ho scoperto gli anti Mtv days a Bologna e rinnegato un po' questo passato, ma questa è un'altra storia… E a tutti quelli che hanno trascorso la propria adolescenza senza Mtv posso solo dire che è un po' come aver vissuto senza mai aver visto Mai dire Banzai, grande grandissimo esempio di stoicismo (e masochismo e coglioneria), ma anche questa è un'altra storia targata anni 90.

I.M.